LEGAL DESIGN: un indicatore dell’impresa sostenibile

Cos’è il Legal Design?

In poche parole, il Legal Design consiste in una scelta accurata di parole e inserimenti grafici consente di esprimere i concetti giuridici in maniera semplice e comprensibile e rendere così espliciti i vincoli e gli oneri più rilevanti che ne conseguono.

Può quindi essere definito come nuovo mindset multidisciplinare nella redazione dei documenti legali che, mediante un processo umano-centrico e con l’utilizzo di tecniche grafiche tratte dal mondo visual, combina

competenze legali

design

innovazione

con l’obiettivo di costruire documenti (leggi, atti, pareri, contratti, policies) corretti da un punto di vista giuridico, che siano immediatamente comprensibili per le persone a cui essi sono destinati e, quindi, facili da utilizzare.

Applicazioni pratiche del Legal Design

Per far ciò il giurista deve comprendere le implicazioni imprenditoriali insite nel testo contrattuale che sta redigendo, predisponendo il documento più idoneo, alla luce della situazione giuridica da tutelare, della natura dei soggetti coinvolti e dei loro obiettivi.

Chiarezza, comprensibilità e fruibilità di atti e documenti societari che è sollecitata anche in ambito normativo, come ad esempio

  • nel Codice del Consumo, che impone l’utilizzo di clausole ed informazioni al consumatore semplici e comprensibili
  • all’art. 12, comma 7 del GDPR, dove si dispone che le policies debbano essere predisposte “in modo facilmente visibile, intellegibile e chiaramente leggibile, un quadro d’insieme del trattamento previsto
  • all’art. 4 del Regolamento IVASS n. 41/2018 in materia di informativa, pubblicità e realizzazione dei prodotti assicurativi
  • all’art. 3 del Codice del Processo Amministrativo
  • all’art. 1, comma 1-bis del  Decreto 8 marzo 2018 n. 37, che introduce un aumento del 30% dei compensi quando “gli atti depositati con modalità telematiche sono redatti con tecniche informatiche idonee ad agevolarne la consultazione, la fruizione

In termini pratici, il Legal Design è un efficace approccio al c.d. “diritto proattivo” (proactive law) – o “diritto preventivo” (preventive law) secondo l’espressione nordamericana – quale diritto contrapposto a quello “curativo” (curative law).

In tal senso, il Legal Design si differenzia dall’assistenza legale convenzionale perché non si limita a “guardare indietro” per risolvere problemi in essere, ma “guarda avanti” verso il risultato auspicato, cercando di risolvere i problemi sul nascere o – meglio ancora – di evitarli.

In ambito aziendale, questo verrebbe senz’altro definito “un approccio sostenibile”.

Con “sostenibilità economica”, secondo l’ISTAT, ci si riferisce alle seguenti azioni: “valutazione del MOL, produttività del lavoro, calcolo degli investimenti ad esempio in digitalizzazione, R&D, in formazione professionale, internazionalizzazione, perseguimento di politiche per la stabilità finanziaria e gestione dei relativi rischi, politiche di anticorruzione, azioni di coinvolgimento politico e partecipazione a politiche pubbliche, gestione etica, coinvolgimento dei portatori di interesse”. Alla luce delle riflessioni sulla riduzione dei costi aziendali consentita dal ricorso all’approccio di Legal Design si può allora sostenere, più in dettaglio, che tale metodo favorisce l’azione specifica di “perseguimento di politiche per la stabilità finanziaria e gestione dei relativi rischi”, nonché l’azione di “coinvolgimento dei portatori di interesse”, per dirla con le parole dell’ISTAT.

L’applicazione più immediata è quella dell’e-commerce, nella quale occorre valorizzare semplicità e trasparenza nella predisposizione di Terms & Conditions, Privacy Policy, ma tale approccio può essere utilizzato anche nelle policies aziendali, negli atti societari ed in generale nei documenti commerciali in ambito B2B.

I vantaggi economici per le aziende

La sostenibilità è quindi il perno del Legal Design, quale diritto proattivo, ed è un fattore di contingentamento prevedibile dei costi dell’impresa.

Recenti studi internazionali di analisi economica del diritto dimostrano che, se il contratto commerciale fra imprese B2B è redatto col metodo del Legal Design, le probabilità di un contenzioso diminuiscono sensibilmente: ne deriva che il Legal Design è un fattore di sostenibilità economica, perché consente un risparmio di costi nel lungo periodo.

I benefici per l’impresa che ricorre al legal design sono molteplici:

  • ottiene un vantaggio competitivo come impresa sostenibile e inclusiva: è indubbio che il ricorso a tecniche di Legal Design conferisce all’impresa un’immagine fortemente innovativa, al passo con i tempi, visto anche il maggiore tasso di inclusività che il linguaggio grafico-multimediale consente rispetto al tradizionale testo scritto. Tali esiti positivi sono particolarmente apprezzabili nei testi che regolamentano i rapporti dell’impresa con il personale dipendente e nei testi relativi alle procedure di compliance in generale: si pensi, ad esempio, alle privacy policies, ai protocolli per prevenire la commissione di reati che possono comportare la responsabilità amministrativa dell’impresa (Modello Organizzativo ex D.Lgs. n. 231/2001), ai moduli per la segnalazione del whistleblowing (ex D.Lgs. n. 24/2023), e così via.
  • gode di un fattore di riduzione dei costi e quindi di sostenibilità
  • ha diritto al riconoscimento del criterio premiale per l’ottenimento di finanziamenti basato su tale Key Performance Indicator (KPI) previsto da sempre più Istituti bancari italiani, vista la riduzione dello spread spesso concessa a chi promuove temi ESG (Environmental, Social, Governance) con i propri clienti e fornitori.

Lo Studio BST è stato costituito sui principi di semplificazione e personalizzazione del servizio di assistenza legale, pertanto sposa ed applica i canoni del Legal Design, ritenendolo un approccio utile alla prevenzione e risoluzione dei problemi.

Non si tratta solamente di rendere il linguaggio giuridico più comprensibile, ma di porre la persona destinataria del servizio al centro, analizzando e comprendendo i bisogni dell’impresa, in modo da costruire testi giuridici e fornire servizi di consulenza che siano facilmente utilizzabili, utili e coinvolgenti.

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